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mercoledì 11 dicembre 2013

Il duca di Sabbioneta arriva a Mantova

Giovedì 19 dicembre è la volta di Mantova, culla del Festival. Il libro verrà presentato alle 16,30 nella splendida chiesa della Vittoria (quella del'omonima pala del Mantegna, oggi al Louvre). Questa si trova nell'antica contrada del Leopardo, nel cuore della città dei Gonzaga.



La volle il marchese Francesco Gonzaga dopo la battaglia di Fornovo
La chiesa della Vittoria, all'angolo tra le vie Fernelli e Monteverdi.


 Ce l'abbiamo fatta: l'anno 2013 il libro verrà presentato a Mantova. Non a palazzo Ducale, ma nel cuore della città vecchia, tra la basilica di S.Andrea e palazzo d'Arco, tra piazza Virgiliana e il Teatro Sociale, e precisamente nella chiesa della Vittoria. Questa, subito riconoscibile per il nudo mattonato, sorge nell'antica contrada del Leopardo, all'angolo delle attuali vie Fernelli e Monteverdi. Attenzione: chi non fosse pratico osservi la fotografia; la chiesa della Vittoria è quella rossa, di massiccio mattonato romanico gotico. Dirimpetto ne sorge infatti un'altra (di cui si vede lo spigolo nella fotografia), che invece è intonacata. Per evitare confusione: la seconda è quella dei Santi Simone e Giuda, dove si sposò il musicista Claudio Monteverdi.
 L'evento, previsto per le 16,30 di giovedì 19 dicembre, grazie alla disponibilità dell'Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, oltre alla presenza dell'Autore, vedrà la partecipazione del prof. Franco Canova, storico e critico letterario, e della giornalista Alessandra Demonte, persona notissima a Mantova, perché legata a numerose manifestazioni (ricordiamo ad esempio la sua collaborazione con Dario Fo), e qui in veste di moderatrice. Anche in questa occasione l'attore Alan Beccari leggerà alcune pagine del libro.
 La scelta della sede è emblematica: la chiesa della Vittoria fu voluta dal marchese di Mantova Francesco Gonzaga nel 1495 per ringraziare la Vergine, della Vittoria riportata quell'anno da lui, come comandante in capo della coalizione italotedesca, sugl'invasori francesi a Fornovo, sopra Parma. Ma è anche una testimonianza della dura convivenza tra ebrei e cristiani (una delle tante tematiche trattate nel volume): la chiesa sorse infatti sull'area della casa di un banchiere ebreo, che il popolo aveva raso al suolo col pretesto che l'usuraio aveva profanato un'immagine della Vergine. Per il tempio il Mantegna dipinse una pala d'altare tra le più belle del Rinascimento, la Madonna della Vittoria, appunto. Ironia della sorte: saranno proprio i francesi (tornati in Italia con Napoleone) ad appropriarsene, portandola per sempre in Francia, dove oggi si può vedere al Louvre.


Uno dei dipinti migliori di Andrea Mantegna
La pala del Mantegna celebra la vittoria sui francesi nel 1495



 Ebrei e cristiani, italiani e francesi, artisti e libri. Appuntamento dunque alla chiesa della Vittoria, giovedì 19 dicembre, alle ore 16,30. Per chi venisse dalla stazione: dal Teatro Sociale (piazza Cavallotti) ci si arriva seguendo la via Arrivabene (sovrastata dalla torre dell'omonimo palazzo); chi invece giungesse da piazza delle Erbe (nucleo della città comunale) può, muovendo dalla concattedrale di S.Andrea (piazza Mantegna) imboccare (per restare in tema di musicisti) la via Verdi.

venerdì 29 novembre 2013

Il duca di Sabbioneta esce su Repubblica

Giovedì 28 novembre 2013 su Repubblica, edizione di Milano, è uscito un ampio articolo,  a firma Simone Mosca, dedicato al libro "Il duca di Sabbioneta". La recensione sottolinea il carattere discorsivo, ma non romanzato, della biografia.





  Repubblica, in concomitanza con Bookcity, la fortunata fiera del libro che, in novembre, si tiene ormai tutti gli anni a Milano, dedica mezza pagina dell'edizione milanese alla biografia "Il duca di Sabbioneta". Nella lunga recensione, il giornalista Simone Mosca mette in risalto, con obbiettività professionale, il carattere serio, ma non serioso, dell'opera con cui la casa editrice Mimesis ha inaugurato quest'anno la nuova collana "Le Erme".

domenica 17 novembre 2013

Per le illustrazioni mi sono ispirato ai libri antichi.

Nella creazione di un libro, la ricerca delle immagini, la loro selezione,  e perfino la loro collocazione all'interno dell'opera, richiedono almeno altrettanta sensibilità e caparbietà che la stesura del testo. Il prof. Canova intervista l'Autore.



Il Lago di Nemi sulla via Appia
L'impaginazione è particolare


Sarzi Amadè, l'Editio maior del suo libro "Il duca di Sabbioneta" si differenzia dalla precedente anche per il numero eccezionale di illustrazioni, addirittura centinaia.

Sono più di 350, anzi certamente più di 370,  quasi tutte stampe originali dell'epoca.

Come mai questa scelta?

Io ritengo che, ad onta del progresso scientifico e tecnologico, pur indispensabile, gli antichi abbiano molto da insegnarci ancora oggi in fatto di comunicazione. Pensiamo all'efficacia e alla semplicità delle illustrazioni che caratterizzavano i libri già ai tempi del duca di Sabbioneta, appena un secolo dopo l'invenzione della stampa.

Quanto lavoro Le è costato raccoglierle?

Sono convinto che quando una persona si dedica ad un'opera deve mettercela tutta. Ispirato dal fascino dei libri antichi ho così raccolto per anni immagini d'epoca che documentassero luoghi e personaggi che il Duca aveva visto, o conosciuto, anche indirettamente. Sono per lo più stampe, ma anche dipinti, o disegni, volti non solo a ricostruire la sua vita, ma anche a ricreare l'atmosfera e -sottolineo- la psicologia del tempo.

 

Un secondo libro, tutto di immagini, all'interno del libro originario, che invece è scritto.

Su ogni dettaglio della vita del protagonista, dei suoi viaggi, dei luoghi che lui aveva visitato, ho cercato immagini d'epoca. Bisognava documentare luoghi del nord Africa come del Belgio, del Sud Italia come della Germania, ma soprattutto della Spagna, quali si presentavano ai suoi tempi. E inoltre: costumi, consuetudini, situazioni e addirittura mostri cui la gente all'epoca credeva, sempre però attraverso stampe originali.




L'Unione Lettori Italiani ha organizzato l'evento a palazzo Sormani
Lo storico Franco Cardini durante la presentazione a palazzo Sormani (L. Candiotto)

 

Quali sono le illustrazioni più originali che ha raccolto?

Posso dire le più insperate. Una stampa del '500 rappresenta la corrida quale si svolgeva all'epoca, cioè a cavallo, con più tori e più picador nello stesso recinto. Un'altra, sempre dell'epoca, raffigura un bordello spagnolo con prostitute e clienti. Un documento eccezionale se pensiamo che il Duca rientrò dalla Spagna nel 1578, malato proprio di sifilide.

Ci può elencare qualche altra "chicca"?

Per me è stato emozionante rinvenire un'immagine d'epoca della battaglia di Vicovaro del 1556, diretta da Vespasiano Gonzaga, e di quella di Civitella dell'anno successivo, cui il Gonzaga partecipò attivamente. Anch'esse ora arricchiscono l'iconografia del libro.

Le illustrazioni sono inedite?


Non necessariamente tutte. Anche tra quelle già pubblicate però ne appaiono di poco conosciute. Pensiamo al ritratto di Vespasiano Gonzaga bambino, comparso quasi per caso in un volume degli anni '70, e in seguito ignorato nonostante la sua originalità, in studi e mostre. Oppure al ritratto di San Luigi Gonzaga, il patrono della gioventù, anch'egli fanciullo, conservato al Museo di Montepulciano, e chissà perché trascurato dall' imponente letteratura sul personaggio.

Vi sono anche disegni eseguiti da Vespasiano Gonzaga?

No. Ma ho riprodotto, da un vecchio libro spagnolo, il ritratto di una ragazzina focomelica, che il Duca vide esibirsi, e che perciò fece ritrarre per portarne testimonianza in Italia.



Costumi arabi, sullo sfondo la Sierra Nevada
Masse arabe in Spagna ai tempi della rivolta di Granada

Esistono altri ritratti?

Certamente: ho raccolto i volti non solo di personaggi celebri, ma anche di cortigiani dello stesso Vespasiano, come il filosofo Mario Nizzoli e il celebre umanista Minturno, pressoché inutilizzati nell'ormai vasta letteratura sul Personaggio.

 

Vedo però che l'accento è stato posto sui paesaggi e sui costumi.

Non è stato facile raccogliere vedute dell'epoca di tutti i luoghi in cui lui era stato, in alcuni casi mi sono dovuto accontentare di luoghi simili. Non ho però trascurato specifiche scene di tortura, di guerra, o anche immagini del mondo arabo che tanto influenzò la realtà del tempo. Purtroppo la dura legge dello spazio non mi ha permesso di utilizzare tutto questo ben di Dio, e ho dovuto rinunciare anche ad illustrazioni belle e curiose.


Dunque tutte immagini dell'epoca?

Non tutte. In qualche caso mi sono dovuto avvalere di vecchie foto di monumenti, che evocano l'atmosfera dell'epoca pur essendo di molto posteriori. In altri ho scelto moderni disegni di opere antiche. A volte infatti il disegno si rivela più efficace addirittura della tecnica fotografica (ad esempio se dobbiamo riprodurre bassorilievi). Uno di questi è del celebre pittore Paride Falchi, il cui figlio, Aldo, anch'egli famoso pittore e scultore, ringrazio per la cortese concessione anche di un proprio disegno, forse il migliore della sua carriera, e che valorizza non poco l'opera.

 

Vedo alcune carte topografiche. Lei ha quindi ricostruito la topografia dei luoghi?

Nell'edizione precedente (SugarCo, 1990) avevo stilato, alla buona, una cartina geografica raffigurante i domini del Duca di Sabbioneta (una mia ricostruzione). Mi sono poi accorto che in seguito altri hanno utilizzato proprio quella. Mi dicono infatti che a tutt'oggi manca una cartografia precisa sui confini tra gli Stati dell'epoca, che risponda alle esigenze di chi oggi guarda al passato.


I viaggi all'epoca erano ricchi di insidie
Caratteristico paesaggio spagnolo

 

Ha così dovuto colmare Lei questo vuoto?

Naturalmente per la nuova edizione ho accuratemente corretto e perfezionato la cartina, consultando antiche cartografie e studiosi locali. Qualunque confine di un qualsiasi Stato, presente, pur casualmente, nella cartina, deve essere il più vicino possibile alla realtà storica.

Troviamo anche una cartina di Sabbioneta ai tempi del Duca.

Sull'aspetto originario di Sabbioneta circolano autentiche leggende metropolitane, e anche ricostruzioni fantastiche presentate come storiche perfino nei documentari. Per fare giustizia di ciò ho ripreso una planimetria secentesca di Sabbioneta, la più antica, e sulla scorta della mia esperienza, l'ho modificata inserendo dettagli a me noti dai documenti antichi. Ho quindi elaborato il tutto alla buona, per restituire l'idea di come si presentasse la città alla morte del Duca.

Un lavoretto.

Purtroppo la differente tematica del mio libro non permetteva di approfondire dettagli specifici sulla struttura delle case, sulla funzione dei diversi edifici, su proprietari e inquilini, come a me sarebbe piaciuto. Ci vorrebbe un altro libro. Quella piantina ne è il riassunto.





mercoledì 30 ottobre 2013

Il duca di Sabbioneta arriva a Cremona.

Misteriosa relazione quella intercorsa tra il duca di Sabbioneta e la pittrice Sofonisba Anguissola. I due, originari della diocesi di Cremona, si incontrarono in Spagna, alla corte di Filippo II. Ma il loro rapporto non fu mai chiarito. Se ne parlerà martedì 12 novembre a Cremona. 



Misteriosa relazione lontano dalla patria tra il duca e la pittrice
Il duomo di Cremona con il battistero romanico




 Il duca di Sabbioneta e Sofonisba Anguissola, il principe e la pittrice, lui vedovo, lei ancora nubile. A oltre quattro secoli dal loro incontro, il libro "Il duca di Sabbioneta" (presentato in ottobre a Milano dallo storico Franco Cardini) sarà oggetto di conversazione questa volta a Cremona, presso la Biblioteca Statale, nella superba cornice di palazzo Affaitati (sede anche del museo civico Ala Ponzone), in via Ugolani Dati al civico 4.  Relatore sarà lo storico Fulvio Stumpo, giornalista del quotidiano "La Provincia", mentre il dottissimo Mario Feraboli, titolare della centralissima Libreria del Convegno, leggerà alcune pagine relative al rapporto tra l'ombroso Duca di Sabbioneta e la celebre artista, sua concittadina. Sarà presente l'autore, che interverrà a soddisfare le domande del pubblico.
 L'appuntamento è in calendario per le ore 17 di martedì 12 novembre (ATTENZIONE: era previsto per mercoledì 13, ma è stato anticipato di un giorno).


Palazzo Affaitati ospita anche il museo civico Ala Ponzone
Il libro verrà presentato a palazzo Affaitati

martedì 8 ottobre 2013

Il libro verrà presentato a Milano dal prof. Franco Cardini

Mercoledì 23 ottobre il libro "Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante" verrà presentato a Milano, dal celebre prof. Franco Cardini, a palazzo Sormani. L'attrice Lorena Nocera leggerà alcuni brani dell'opera.


Un significativo palazzo patrizio sulla cerchia dei Navigli
Milano, palazzo Sormani, la facciata sul giardino (1756)


 Solo venti giorni dopo la calorosa presentazione svoltasi il 3 ottobre a Gazoldo degl'Ippoliti (Mantova), presso l'ormai storica associazione Postumia (qui l'intervento dell'Autore a Radio Onda d'Urto), questa volta -precisamente mercoledì 23 ottobre, alle ore 18- il libro "Il duca di Sabbioneta" verrà presentato a Milano, nella bellissima sala del Grechetto, a palazzo Sormani (noto a tutti i milanesi perché sede della Biblioteca Comunale). Introdurrà la serata la scrittrice Erminia dell'Oro, personaggio di punta dell'editoria italiana, quindi lo storico Franco Cardini presenterà il volume e dialogherà con l'Autore, insieme allo studioso Paolo Bonaccorsi. Animerà l'incontro l'attrice Lorena Nocera, che leggerà alcuni brani dell'opera. L'evento è organizzato dall'Unione Lettori Italiani (ULI).

 La sede non è scelta a caso: oltre ad essere uno dei palazzi più significativi della città, quando fu costruita incorporò la preesistente dimora del famigerato condottiero Giambattista Castaldo (ricordato in una lapide al pian terreno), che, distintosi nel celebre sacco di Roma, è uno dei cento "personaggi" del libro.




lunedì 30 settembre 2013

Alcune pagine del libro lette in rete da Alan Beccari

 Il libro "Il duca di Sabbioneta" dispone ora di un proprio canale su Youtube. Qui verranno raccolte via via testimonianze, interviste, documenti sul personaggio e sulla vicenda narrata.


                            
Alcune pagine di vita vissuta nel racconto di un'epoca



 Il canale su Youtube è facilmente rintracciabile (http://www.youtube.com/user/ilducadisabbioneta). Qui, accanto al video (già postato) sulla presentazione svoltasi in maggio, troverete quello appena realizzato in chiave cinematografica. Si intitola "Alcune pagine del Duca di Sabbioneta" (qui: http://www.youtube.com/watch?v=zwiaBpKX7ZY  ).
 Si tratta di un'accorata evocazione dell'arrivo di Vespasiano Gonzaga alla corte di Spagna, e naturalmente del suo incontro con Sofonisba Anguissola. La colonna sonora è costituita dalla voce dell'attore Alan Beccari, che legge alcune pagine tratte dalla parte IV, dal capitolo "La città cinta di fuoco". Autore del video è il documentarista Pierluigi Bonfatti Sabbioni.


Don Carlos forse ucciso dal padre per la ragion di Stato
Nel libro anche il dramma del difficile rapporto padre-figlio






mercoledì 7 agosto 2013

Il Duca, accompagnato dal tema della morte, influenzò Shakespeare e Torquato Tasso.

Il Duca di Sabbioneta convisse col tema della morte, caro a poeti e guerrieri del suo tempo; la sua figura ispirò Torquato Tasso e William Shakespeare. Prosegue l'intervista del critico letterario Franco Canova all'Autore.





Il tentativo di mummificare la salma del duca fallì
Il cranio di Vespasiano Gonzaga reca le tracce della sifilide


Sarzi Amadè, parliamo del tema della morte. Esso accompagnò il protagonista del Suo libro per tutta la vita. Ci spiega perché?


 Il tema della morte ha sempre dominato l'immaginario umano. Per millenni fu naturale veder morire i propri fratelli, i propri compagni, i propri figli, magari nel corso di malattie, di guerre, di calamità. Il Duca di Sabbioneta, rimasto vedovo per la seconda volta, contrasse la sifilide, probabilmente in Spagna. Questa malattia, subdola e ai tempi ancora poco conosciuta, subì una recrudescenza dopo la conquista del Nuovo Mondo. I soldati spagnoli avevano estrema facilità a stuprare le donne degli indios, e al ritorno in patria frequentavano i bordelli, che si trasformavano così in focolai della malattia. Non dimentichiamo che anche Rodolfo II trascorse molti anni in Spagna, e che anche lui contrasse la malattia.

Fu questa la ragione che accostò il Duca di Sabbioneta all'idea della morte?


Certamente no. Anche da giovane infatti si trovò più volte in punto di morte. Ma, da buon militare, egli aveva con essa un rapporto spartano. Come avrebbe potuto altrimenti guidare i propri uomini in quelle carneficine che erano allora le battaglie? Pensiamo a quando, sotto le mura di Ostia, esaurite le munizioni, si lanciò con la sola spada e lo scudo all'assalto delle fortificazioni, e una palla d'archibugio lo solcò tra la bocca e il naso.

Un gesto eroico dunque.


Non il solo della sua vita, però.

Un personaggio del genere doveva fare colpo sulle donne.


Il Duca di Sabbioneta fu certamente connotato da una forte virilità. Ricordiamo il testimone che, vedendolo nudo, ancora bambino, notò che aveva tre testicoli. Questa è ora una delle "chicche" della nuova edizione. Ma...attenzione: il Duca non aveva certo un carattere morbido.

A cosa allude?

Pensiamo alla scomparsa della prima moglie. Di lei si perse ogni traccia. Secondo un cortigiano dell'epoca pare l'avesse uccisa il marito stesso perché convinto che l'avesse tradito. Tuttavia a questa "ombra" si affianca una certezza: il Duca voleva a tutti i costi dei figli, che la moglie, dopo un aborto, probabilmente non era in grado di dargli. E di fatti non gli diede.



Secondo William Shekespeare fu ispirato da Vespasiano Gonzaga
William Shakespeare

In quanto morì...


Ma non fu una morte chiara. Infatti il Duca la cancellò dalla propria vita. La donna non trovò posto nel mausoleo che egli fece poi costruire per sé e la propria famiglia, e ad oggi non conosciamo alcuna immagine, alcuna testimonianza artistica, o poetica, che la ricordi.

 

Ha parlato di poeti. Che rapporto ebbe il Duca con loro?


Il Duca di Sabbioneta fu profondamente incline alla poesia e ai temi della lingua. Pensiamo alle conversazioni letterarie svoltesi nel corso della sua "dittatura" a Casale Monferrato. In una di queste si affronta tra l'altro proprio il tema del tradimento, dell'uomo che può tradire la donna, e della donna che deve riconquistare l'affetto perduto del marito. Ma anche della donna che, tradendo il marito, viene meno al suo dovere di subordinazione. Esse offrirono spunto a Stefano Guazzo, un letterato "alla moda" diremmo oggi, per i suoi "dialoghi" nello stile del tempo. Questi, tradotti perfino in inglese, pare influenzassero poi William Shakespeare in importanti scelte drammaturgiche.

Il Duca di Sabbioneta dunque influenzò Shakespeare?


Non solo. Pensiamo anche alle poesie che un altro poeta dell'epoca gli dedicò, Torquato Tasso, che, si sa, contribuì notevolmente all'affermazione del toscano come lingua comune a tutt'Italia, e in particolare del lessico che usiamo ancora oggi.

Anche Torquato Tasso dunque.


Nella prima edizione del libro avevo proposto alcuni sonetti del Duca di Sabbioneta, relativi a episodi e circostanze della sua vita. Nella nuova edizione ho voluto proporre anche alcuni sonetti che viceversa il Tasso dedicò al Gonzaga, al quale  l'autore della Gerusalemme Liberata esprimeva la propria ammirazione proprio per le doti liriche.