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domenica 4 maggio 2014

Suor Maria Elena Ascoli, storica medievalista, presenta il libro a Macherio

 Il Duca di Sabbioneta di nuovo in Brianza. Sabato 10 maggio suor Maria Elena Ascoli, nota studiosa domenicana, presenterà il libro di Luca Sarzi Amadè presso l'associazione Libero Libro a Macherio.



Questa foto è tratta dal sito www.iBrianza.net
Macherio è divenuta famosa per la superba villa di Silvio Berlusconi


 Macherio è uno dei paesi al di là del parco di Monza. Piena Brianza o, per dirla con i nostri storici medievalisti, piena contea della Martesana. Oggi è nota soprattutto per la superba villa di Silvio Berlusconi, appartenuta ai Visconti di Modrone. La famiglia patrizia milanese la fece ricostruire allo scorcio dell'800 su progetto di Emilio Alemagna, lo stesso architetto del parco Sempione a Milano (quello dietro il Castello Sforzesco). La dimora si affacciava, dall'alto di un poggio, circondata da un immenso parco e da boschi, sul verde panorama della Brianza, un tempo incantevole, ma oggi interamente industrializzato e urbanizzato (foto tratta dal sito iBrianza.net).
 La presentazione del libro "Il duca di Sabbioneta" però non si svolgerà nella superba residenza privata, bensì in via Vittorio Veneto al n° 3, nella  consuetudinaria Sala del Camino, per capirci la sala destinata dal Comune alle cerimonie pubbliche e alla celebrazione dei matrimoni. Appuntamento quindi sabato 10 maggio, alle ore 18. L'iniziativa è organizzata dall'associazione culturale Libero Libro, animata da un battagliero gruppo di giovani, che si è posto l'obbiettivo di risvegliare in questo angolo della Brianza, forse un poco dominato dal mito del profitto e del successo, l'amore per gli antichi saperi.


Ha insegnato all'Istituto internazionale di studi francesi Saint Dominique.
Suor Maria Elena Ascoli, storica domenicana, presenterà il libro. 


 Chi presenterà il libro sarà questa volta suor Maria Elena Ascoli, domenicana, docente nelle scuole superiori e pedagoga, notissima per i suoi studi storici e teologici, in particolare su S. Caterina di Siena, nonché redattrice del mensile dell'Ordine dei domenicani "I Martedì".

lunedì 14 aprile 2014

Il Duca di Sabbioneta torna a Genova dopo 435 anni

Giovedì 24 aprile, alle ore 16 il libro verrà presentato per la prima volta a Genova. Il duca di Sabbioneta rivede così finalmente, dopo 435 anni, la città dei Fieschi (Suoi antenati), e dei Doria (Suoi amici), che più volte l'aveva accolto in vita.



La città di Genova ai tempi del doge Andrea Doria
La città di Genova, quale apparve al sedicenne signore di Sabbioneta.



 Il duca di Sabbioneta di nuovo a Genova (a oltre quattro secoli dalla morte). A partire dalle ore 16 l'Autore intratterrà il pubblico nell'ottocentesca Sala Lignea Gianfranco Franchini, realizzata con legni pregiati nella biblioteca Berio, all'interno del seicentesco Seminario dei Chierici. Indirizzo esatto: via (appunto) del Seminario, 16 (come l'orario stesso, ma anche come l'età del Protagonista quando approdò a Genova la prima volta). Si trova infatti nel cuore di Genova, tra il palazzo Ducale e il Ponte Monumentale, non lontano dalla stazione di Genova Brignole (chiunque potrà indicarvela).



Un'immagine della vecchia Genova, conosciuta da vespasiano Gonzaga
Uno dei caratteristici  "carrugi" di Genova.


 La scelta della capitale marinara è anche simbolica. Proprio nella città  dell'ormai anziano Andrea Doria, il Protagonista approdò nell'autunno inoltrato del 1548, ancora adolescente, al ritorno dal tirocinio alla corte di Spagna, e proprio qui festeggiò il diciassettesimo compleanno (nell'immagine a colori, in alto, un affresco mostra la città quale apparve ai Suoi occhi). Vi sarebbe tornato vent'anni dopo, nel settembre del 1568, per partire, di nuovo, alla volta delle Spagne, dove lo attendeva il periodo più importante della Sua carriera (vi avrebbe ricoperto l'incarico di viceré, fatto quantomeno insolito per un italiano al tempo della dominazione spagnola in Italia), e ancora altri dieci anni dopo, al Suo definitivo rientro in patria. Ma Genova fu per Lui molto di più che un porto di mare: era la città del Suo grande referente, l'ammiraglio Andrea Doria; era inoltre la città dei Fieschi (la biblioteca si trova appunto in una parallela di via Fieschi), la famiglia da cui era uscita sua nonna, ...
  L'incontro, gratuito e aperto a tutti, è possibile grazie al mecenatismo della prestigiosa associazione culturale Luoghi d'Arte (un migliaio di soci), attivissima in tutta la Liguria, ma soprattutto a Genova. Come evidenzia il calendario del sodalizio: http://www.luoghiarte.it/eventi-e-incontri/
 Splendida anche la sede della biblioteca, fondata nel Settecento (un secolo impregnato dalla moda dell'erudizione) dall'abate Carlo Giuseppe Vespasiano Berio, che per un gioco del destino, oltre ad aver dato, come naturale, il nome alla propria creatura, portava anche quello di un altro grande bibliofilo, parliamo appunto del Protagonista del libro.


Vespasiano Gonzaga dopo 435 anni torna a Genova
La Sala Lignea della Biblioteca Berio

venerdì 4 aprile 2014

Il duca di Sabbioneta sbarca in Brianza

Sabato 12 aprile il libro "Il duca di Sabbioneta" approderà a Seregno, al festival Scintille di Voci della Storia. E' la prima volta viene presentato nell'alto milanese. Introdurrà il pomeriggio, denso di appuntamenti, il prof. Franco Cardini, che arriverà da Firenze.



Ospite d'onore del festival lo storico Franco Cardini
Il prof. Franco Cardini ha già presentato il libro a palazzo Sormani (L. Candiotto)


 Il duca di Sabbioneta in Brianza? chissà se c'è mai stato! Ebbene: sabato 12 aprile il libro verrà presentato proprio nel cuore della Brianza, a Seregno (tra Milano, Lecco e Como), e precisamente al festival Scintille di Voci di Storia. L'evento avrà luogo di pomeriggio, alla biblioteca civica "Ettore Pozzoli", in piazza Gandini, appunto a Seregno, facilissimo da raggiungere perché importante crocevia ferroviario. Alle 15 il prof. Franco Cardini e il dirigente Rai Sergio Valzania introdurranno la manifestazione. Si parte con il loro libro sulle scintille che cento anni fa, a Tripoli come a Sarajevo, portarono alla prima conflagrazione mondiale. Si segue a ruota con Chantal Balbo di Vinadio col suo libro sull'antenato e patriota Cesare Balbo, quindi con Luca Sarzi Amadè, che parlerà, appunto del Duca di Sabbioneta.
 Ma cosa ci fa "Il duca di Sabbioneta" in una cornice dalle forti connotazioni patriottiche? E' semplice: il protagonista del libro era appunto un "uomo senza patria". E  in pieno '500 -quando l'Italia era ben lungi non solo dall'essere fatta, ma anche solo pensata- ideò una patria, che fu un po' la sintesi dei suoi viaggi nell'Europa di allora. Volete saperne qualcosa di più? Allora venite a Seregno, e scoprirete cosa lega la realtà di allora e quella di oggi. Dialogherà con l'autore il giovane Marco Marocchi, studente di Storia alla Cattolica.
  Concluderanno il pomeriggio Clara Schiavoni e Beppe Sermisoni, con i rispettivi romanzi storici. Tutti rigorosamente a casa prima di cena perché a partire dalle 21 è previsto l'ennesimo sciopero dei treni.


Un libro per chi crede ancora nelle favole
Dal documentario di Pierluigi Bonfatti Sabbioni sul libro.

mercoledì 11 dicembre 2013

Il duca di Sabbioneta arriva a Mantova

Giovedì 19 dicembre è la volta di Mantova, culla del Festival. Il libro verrà presentato alle 16,30 nella splendida chiesa della Vittoria (quella del'omonima pala del Mantegna, oggi al Louvre). Questa si trova nell'antica contrada del Leopardo, nel cuore della città dei Gonzaga.



La volle il marchese Francesco Gonzaga dopo la battaglia di Fornovo
La chiesa della Vittoria, all'angolo tra le vie Fernelli e Monteverdi.


 Ce l'abbiamo fatta: l'anno 2013 il libro verrà presentato a Mantova. Non a palazzo Ducale, ma nel cuore della città vecchia, tra la basilica di S.Andrea e palazzo d'Arco, tra piazza Virgiliana e il Teatro Sociale, e precisamente nella chiesa della Vittoria. Questa, subito riconoscibile per il nudo mattonato, sorge nell'antica contrada del Leopardo, all'angolo delle attuali vie Fernelli e Monteverdi. Attenzione: chi non fosse pratico osservi la fotografia; la chiesa della Vittoria è quella rossa, di massiccio mattonato romanico gotico. Dirimpetto ne sorge infatti un'altra (di cui si vede lo spigolo nella fotografia), che invece è intonacata. Per evitare confusione: la seconda è quella dei Santi Simone e Giuda, dove si sposò il musicista Claudio Monteverdi.
 L'evento, previsto per le 16,30 di giovedì 19 dicembre, grazie alla disponibilità dell'Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, oltre alla presenza dell'Autore, vedrà la partecipazione del prof. Franco Canova, storico e critico letterario, e della giornalista Alessandra Demonte, persona notissima a Mantova, perché legata a numerose manifestazioni (ricordiamo ad esempio la sua collaborazione con Dario Fo), e qui in veste di moderatrice. Anche in questa occasione l'attore Alan Beccari leggerà alcune pagine del libro.
 La scelta della sede è emblematica: la chiesa della Vittoria fu voluta dal marchese di Mantova Francesco Gonzaga nel 1495 per ringraziare la Vergine, della Vittoria riportata quell'anno da lui, come comandante in capo della coalizione italotedesca, sugl'invasori francesi a Fornovo, sopra Parma. Ma è anche una testimonianza della dura convivenza tra ebrei e cristiani (una delle tante tematiche trattate nel volume): la chiesa sorse infatti sull'area della casa di un banchiere ebreo, che il popolo aveva raso al suolo col pretesto che l'usuraio aveva profanato un'immagine della Vergine. Per il tempio il Mantegna dipinse una pala d'altare tra le più belle del Rinascimento, la Madonna della Vittoria, appunto. Ironia della sorte: saranno proprio i francesi (tornati in Italia con Napoleone) ad appropriarsene, portandola per sempre in Francia, dove oggi si può vedere al Louvre.


Uno dei dipinti migliori di Andrea Mantegna
La pala del Mantegna celebra la vittoria sui francesi nel 1495



 Ebrei e cristiani, italiani e francesi, artisti e libri. Appuntamento dunque alla chiesa della Vittoria, giovedì 19 dicembre, alle ore 16,30. Per chi venisse dalla stazione: dal Teatro Sociale (piazza Cavallotti) ci si arriva seguendo la via Arrivabene (sovrastata dalla torre dell'omonimo palazzo); chi invece giungesse da piazza delle Erbe (nucleo della città comunale) può, muovendo dalla concattedrale di S.Andrea (piazza Mantegna) imboccare (per restare in tema di musicisti) la via Verdi.

venerdì 29 novembre 2013

Il duca di Sabbioneta esce su Repubblica

Giovedì 28 novembre 2013 su Repubblica, edizione di Milano, è uscito un ampio articolo,  a firma Simone Mosca, dedicato al libro "Il duca di Sabbioneta". La recensione sottolinea il carattere discorsivo, ma non romanzato, della biografia.





  Repubblica, in concomitanza con Bookcity, la fortunata fiera del libro che, in novembre, si tiene ormai tutti gli anni a Milano, dedica mezza pagina dell'edizione milanese alla biografia "Il duca di Sabbioneta". Nella lunga recensione, il giornalista Simone Mosca mette in risalto, con obbiettività professionale, il carattere serio, ma non serioso, dell'opera con cui la casa editrice Mimesis ha inaugurato quest'anno la nuova collana "Le Erme".

domenica 17 novembre 2013

Per le illustrazioni mi sono ispirato ai libri antichi.

Nella creazione di un libro, la ricerca delle immagini, la loro selezione,  e perfino la loro collocazione all'interno dell'opera, richiedono almeno altrettanta sensibilità e caparbietà che la stesura del testo. Il prof. Canova intervista l'Autore.



Il Lago di Nemi sulla via Appia
L'impaginazione è particolare


Sarzi Amadè, l'Editio maior del suo libro "Il duca di Sabbioneta" si differenzia dalla precedente anche per il numero eccezionale di illustrazioni, addirittura centinaia.

Sono più di 350, anzi certamente più di 370,  quasi tutte stampe originali dell'epoca.

Come mai questa scelta?

Io ritengo che, ad onta del progresso scientifico e tecnologico, pur indispensabile, gli antichi abbiano molto da insegnarci ancora oggi in fatto di comunicazione. Pensiamo all'efficacia e alla semplicità delle illustrazioni che caratterizzavano i libri già ai tempi del duca di Sabbioneta, appena un secolo dopo l'invenzione della stampa.

Quanto lavoro Le è costato raccoglierle?

Sono convinto che quando una persona si dedica ad un'opera deve mettercela tutta. Ispirato dal fascino dei libri antichi ho così raccolto per anni immagini d'epoca che documentassero luoghi e personaggi che il Duca aveva visto, o conosciuto, anche indirettamente. Sono per lo più stampe, ma anche dipinti, o disegni, volti non solo a ricostruire la sua vita, ma anche a ricreare l'atmosfera e -sottolineo- la psicologia del tempo.

 

Un secondo libro, tutto di immagini, all'interno del libro originario, che invece è scritto.

Su ogni dettaglio della vita del protagonista, dei suoi viaggi, dei luoghi che lui aveva visitato, ho cercato immagini d'epoca. Bisognava documentare luoghi del nord Africa come del Belgio, del Sud Italia come della Germania, ma soprattutto della Spagna, quali si presentavano ai suoi tempi. E inoltre: costumi, consuetudini, situazioni e addirittura mostri cui la gente all'epoca credeva, sempre però attraverso stampe originali.




L'Unione Lettori Italiani ha organizzato l'evento a palazzo Sormani
Lo storico Franco Cardini durante la presentazione a palazzo Sormani (L. Candiotto)

 

Quali sono le illustrazioni più originali che ha raccolto?

Posso dire le più insperate. Una stampa del '500 rappresenta la corrida quale si svolgeva all'epoca, cioè a cavallo, con più tori e più picador nello stesso recinto. Un'altra, sempre dell'epoca, raffigura un bordello spagnolo con prostitute e clienti. Un documento eccezionale se pensiamo che il Duca rientrò dalla Spagna nel 1578, malato proprio di sifilide.

Ci può elencare qualche altra "chicca"?

Per me è stato emozionante rinvenire un'immagine d'epoca della battaglia di Vicovaro del 1556, diretta da Vespasiano Gonzaga, e di quella di Civitella dell'anno successivo, cui il Gonzaga partecipò attivamente. Anch'esse ora arricchiscono l'iconografia del libro.

Le illustrazioni sono inedite?


Non necessariamente tutte. Anche tra quelle già pubblicate però ne appaiono di poco conosciute. Pensiamo al ritratto di Vespasiano Gonzaga bambino, comparso quasi per caso in un volume degli anni '70, e in seguito ignorato nonostante la sua originalità, in studi e mostre. Oppure al ritratto di San Luigi Gonzaga, il patrono della gioventù, anch'egli fanciullo, conservato al Museo di Montepulciano, e chissà perché trascurato dall' imponente letteratura sul personaggio.

Vi sono anche disegni eseguiti da Vespasiano Gonzaga?

No. Ma ho riprodotto, da un vecchio libro spagnolo, il ritratto di una ragazzina focomelica, che il Duca vide esibirsi, e che perciò fece ritrarre per portarne testimonianza in Italia.



Costumi arabi, sullo sfondo la Sierra Nevada
Masse arabe in Spagna ai tempi della rivolta di Granada

Esistono altri ritratti?

Certamente: ho raccolto i volti non solo di personaggi celebri, ma anche di cortigiani dello stesso Vespasiano, come il filosofo Mario Nizzoli e il celebre umanista Minturno, pressoché inutilizzati nell'ormai vasta letteratura sul Personaggio.

 

Vedo però che l'accento è stato posto sui paesaggi e sui costumi.

Non è stato facile raccogliere vedute dell'epoca di tutti i luoghi in cui lui era stato, in alcuni casi mi sono dovuto accontentare di luoghi simili. Non ho però trascurato specifiche scene di tortura, di guerra, o anche immagini del mondo arabo che tanto influenzò la realtà del tempo. Purtroppo la dura legge dello spazio non mi ha permesso di utilizzare tutto questo ben di Dio, e ho dovuto rinunciare anche ad illustrazioni belle e curiose.


Dunque tutte immagini dell'epoca?

Non tutte. In qualche caso mi sono dovuto avvalere di vecchie foto di monumenti, che evocano l'atmosfera dell'epoca pur essendo di molto posteriori. In altri ho scelto moderni disegni di opere antiche. A volte infatti il disegno si rivela più efficace addirittura della tecnica fotografica (ad esempio se dobbiamo riprodurre bassorilievi). Uno di questi è del celebre pittore Paride Falchi, il cui figlio, Aldo, anch'egli famoso pittore e scultore, ringrazio per la cortese concessione anche di un proprio disegno, forse il migliore della sua carriera, e che valorizza non poco l'opera.

 

Vedo alcune carte topografiche. Lei ha quindi ricostruito la topografia dei luoghi?

Nell'edizione precedente (SugarCo, 1990) avevo stilato, alla buona, una cartina geografica raffigurante i domini del Duca di Sabbioneta (una mia ricostruzione). Mi sono poi accorto che in seguito altri hanno utilizzato proprio quella. Mi dicono infatti che a tutt'oggi manca una cartografia precisa sui confini tra gli Stati dell'epoca, che risponda alle esigenze di chi oggi guarda al passato.


I viaggi all'epoca erano ricchi di insidie
Caratteristico paesaggio spagnolo

 

Ha così dovuto colmare Lei questo vuoto?

Naturalmente per la nuova edizione ho accuratemente corretto e perfezionato la cartina, consultando antiche cartografie e studiosi locali. Qualunque confine di un qualsiasi Stato, presente, pur casualmente, nella cartina, deve essere il più vicino possibile alla realtà storica.

Troviamo anche una cartina di Sabbioneta ai tempi del Duca.

Sull'aspetto originario di Sabbioneta circolano autentiche leggende metropolitane, e anche ricostruzioni fantastiche presentate come storiche perfino nei documentari. Per fare giustizia di ciò ho ripreso una planimetria secentesca di Sabbioneta, la più antica, e sulla scorta della mia esperienza, l'ho modificata inserendo dettagli a me noti dai documenti antichi. Ho quindi elaborato il tutto alla buona, per restituire l'idea di come si presentasse la città alla morte del Duca.

Un lavoretto.

Purtroppo la differente tematica del mio libro non permetteva di approfondire dettagli specifici sulla struttura delle case, sulla funzione dei diversi edifici, su proprietari e inquilini, come a me sarebbe piaciuto. Ci vorrebbe un altro libro. Quella piantina ne è il riassunto.





mercoledì 30 ottobre 2013

Il duca di Sabbioneta arriva a Cremona.

Misteriosa relazione quella intercorsa tra il duca di Sabbioneta e la pittrice Sofonisba Anguissola. I due, originari della diocesi di Cremona, si incontrarono in Spagna, alla corte di Filippo II. Ma il loro rapporto non fu mai chiarito. Se ne parlerà martedì 12 novembre a Cremona. 



Misteriosa relazione lontano dalla patria tra il duca e la pittrice
Il duomo di Cremona con il battistero romanico




 Il duca di Sabbioneta e Sofonisba Anguissola, il principe e la pittrice, lui vedovo, lei ancora nubile. A oltre quattro secoli dal loro incontro, il libro "Il duca di Sabbioneta" (presentato in ottobre a Milano dallo storico Franco Cardini) sarà oggetto di conversazione questa volta a Cremona, presso la Biblioteca Statale, nella superba cornice di palazzo Affaitati (sede anche del museo civico Ala Ponzone), in via Ugolani Dati al civico 4.  Relatore sarà lo storico Fulvio Stumpo, giornalista del quotidiano "La Provincia", mentre il dottissimo Mario Feraboli, titolare della centralissima Libreria del Convegno, leggerà alcune pagine relative al rapporto tra l'ombroso Duca di Sabbioneta e la celebre artista, sua concittadina. Sarà presente l'autore, che interverrà a soddisfare le domande del pubblico.
 L'appuntamento è in calendario per le ore 17 di martedì 12 novembre (ATTENZIONE: era previsto per mercoledì 13, ma è stato anticipato di un giorno).


Palazzo Affaitati ospita anche il museo civico Ala Ponzone
Il libro verrà presentato a palazzo Affaitati